Cosa Vedere

Cosa Vedere ai Musei Capitolini: Le Migliori 10 Opere d’Arte

Stai pensando di visitare i Musei Capitolini e vuoi sapere quali meravigliose opere d’arte custodisce al suo interno? Questo articolo fa al caso tuo! 

Continuando a leggere scoprirai quali sculture e quadri non potrai assolutamente perdere, in più ti forniremo informazioni preziose sulle dieci migliori opere d’arte del complesso museale

Ne uscirai arricchito di tante curiosità e dettagli che renderanno ancora più interessante e completa la tua visita. 

Dalla statua di Marco Aurelio, ad Amore e Psiche fino al simbolo della città, la Luna Capitolina e tanto altro ancora; continua a leggere per scoprire le meraviglie che ti aspettano in questo luogo iconico e imprescindibile per gli amanti dell’arte e non solo!

Ma aspetta! Prima di proseguire, lascia che ti ricordi l’importanza di riservarti un biglietto online con accesso prioritario: è inutile perdere tempo prezioso cercando di pianificare la tua visita senza un adeguato supporto: grazie al tuo biglietto online con opzione salta la fila, potrai vedere con i tuoi occhi le opere d’arte più famose dei Musei Capitolini, accedendo senza stress e senza la minima preoccupazione! Che aspetti? Clicca qui e tuffati nelle meraviglie del complesso museale.

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Le migliori opere d’arte dei Musei Capitolini

Ti stai chiedendo quali sono le migliori opere d’arte dei Musei Capitolini? Secondo il nostro modesto parere, sono dieci le opere che non puoi assolutamente permetterti di perdere! 

Di seguito ti forniamo l’elenco, per poi andare a scoprire più nel dettaglio alcune curiosità storiche e artistiche ad esse legate:

  • Statua di Marco Aurelio
  • Lupa Capitolina
  • Spinario
  • Galata Morente
  • Venere Capitolina
  • Amore e Psiche
  • Colossale Testa di Costantino
  • Due dipinti di Caravaggio
  • Sepoltura di Santa Petronilla di Guercino
  • Marforio

Statua di Marco Aurelio

Statua equestre Marco Aurelio Musei Capitolini

Questa monumentale opera, raffigurante l’imperatore Marco Aurelio, venne eretta tra il 176 d. C. e il 180 d. C. ovvero tra la sua gloriosa vittoria sulle tribù germaniche e l’anno della sua morte. 

Realizzata in bronzo dorato, è una statua preziosa poiché è l’unica di tipo equestre e di età imperiale giunta fino a noi, dal momento che spesso, per quanto oggi possa sembrarci assurdo, tali opere venivano fuse per recuperare il bronzo. 

Così, questo esemplare di Marco Aurelio, fu l’unico modello di tutto il Rinascimento

Sin dal decimo secolo, abbiamo testimonianze della sua presenza all’interno della Piazza del Laterano

Fu spostata successivamente, nel 1538, in Piazza del Campidoglio, come centro intorno al quale sviluppare il progetto di Michelangelo

A causa dei danni provocati dall’esposizione all’aria aperta, la statua fu trasferita all’interno, in una preziosa sala che ospita altre importanti opere – tra cui la Lupa Capitolina – mentre all’esterno è ancora collocata una fedele copia della stessa. 

La sala in cui potrai ammirare questo meraviglioso Marco Aurelio a cavallo è la sala Esedra, l’ultima prestigiosa realizzazione architettonica del complesso.

Si tratta di un’aula vetrata, sorta all’interno del “Giardino Romano” del Palazzo dei Conservatori. Vuoi conoscere una piccola curiosità su quest’opera? 

Eccoti accontentato: era proprio questa, la statua raffigurata sulle banconote da 10.000 lire in corso dal 1962 al 1983!

Lupa Capitolina

Statua Lupa Capitolina

Anche questa meravigliosa scultura, di datazione incerta, è realizzata in bronzo.

Si ritiene che sia collocata a Roma fin dall’antichità, sebbene sia di fattura etrusca. 

In quest’opera, è chiaro il richiamo al mito: due gemelli, Romolo e Remo, furono adagiati in una cesta nel Tevere, per evitare pretese future sul trono di Alba Longa dopo che lo stesso – un tempo appartenente al loro nonno – fu usurpato dal fratello. 

Il servo di quest’ultimo avrebbe dovuto ucciderli, ma fu colto da pietà: la leggenda narra che fu una lupa a trovare i due pargoli, e che decise di prendersene cura. 

La lupa che allatta i gemelli divenne così simbolo della città, ma la statua che potrai ammirare nei Musei Capitolini ha una particolarità: essendo di origine etrusca non aveva originariamente i gemelli: questi furono infatti aggiunti alla fine del XV secolo da Antonio del Pollaiolo

Questa meravigliosa opera d’arte fa parte delle donazioni di Sisto IV della Rovere nel 1471, e da sempre è una delle attrazioni più importanti dei musei capitolini. Anch’essa è situata nella stessa sala di Marco Aurelio: la sala Esedra.

Spinario

Spinario Musei Capitolini

Ennesimo capolavoro situato nella sala Esedra, lo Spinario è un altro prezioso bronzo sfuggito alla fusione e donato da Sisto IV.

Databile tra il III e il I secolo a. C., la statua è di manifattura ellenistica, è alta circa 73 cm e raffigura un giovine intento a rimuovere una spina dal suo piede sinistro. 

È un soggetto molto rappresentato, che vanta diverse raffigurazioni nel mondo, ma quella situata ai Musei Capitolini è probabilmente la più antica, così come è molto datata la sua attestazione a Roma: si pensi che già alla fine del XII secolo ne parlò nei suoi scritti un viaggiatore inglese

Anche quest’opera ci regala una curiosità storica: apprezzata in ogni epoca, pare che avesse entusiasmato particolarmente Napoleone, il quale la portò in Francia per mezzo del Trattato di Tolentino durante le spoliazioni napoleoniche. 

Restò così nell’odierno Louvre, all’epoca Musée Napoleon, fino al 1815, anno in cui fu riportata in Italia.

Galata Morente

Statua Galata morente Musei Capitolini

Una scultura stupenda, che trasmette sofferenza e rassegnazione. Quello che vediamo è infatti un guerriero morente che non tenta più nemmeno di rialzarsi.

Ma non è un combattente qualsiasi, bensì un galata (da cui ovviamente prende il nome la scultura). Lo capiamo dai baffi e i capelli arruffati, dalla sua spada corta e il corno da guerra ma soprattutto dal collare celtico che indossa al collo

È dunque un soldato delle popolazioni che combatterono caparbiamente contro l’impero romano, creando non poche difficoltà, in primis anche allo stesso Cesare, il quale potrebbe essere l’originario proprietario della statua. 

In realtà, quella presente è una copia di un’opera ellenistica situata sul tempio di Pergamo: l’originale fu costruita per celebrare le vittorie di Attalo proprio su queste popolazioni. 

Sebbene l’originale fosse fatta di bronzo, la splendida copia visibile all’interno dei Musei Capitolini è invece in marmo, e fu scoperta agli inizi del XVII secolo, durante gli scavi di Villa Ludovisi. 

Apprezzata immediatamente, molte ricche famiglie ne commissionarono una copia pensando che si trattasse di un gladiatore ferito, dando così origine ad una serie di denominazioni errate.

A questo proposito forniamo una piccola curiosità letteraria: nel romanzo “Ritratto di signora” di Henry James, durante una visita della protagonista ai Musei Capitolini, l’opera viene chiamata proprio “Gladiatore Morente”

Come accadde a molte altre opere di questi incredibili Musei, anche il Galata Morente fu portato a Parigi da Napoleone fino al 1815.

Venere Capitolina

Statua Venere Capitolina Musei Capitolini

Proprio come il Galata, si tratta della copia romana di una statua di origine ellenistica

Risalente al II secolo a. C., è alta quasi due metri e rappresenta la dea dell’amore mentre sta uscendo dall’acqua, coprendosi con le mani il corpo nudo.

L’originale è la Venus pudica scolpita da Prassitele, la quale divenne un modello per tutto il mondo antico e alla quale si ispira anche la Venere presente nei Musei Capitolini.

Tuttavia, questa riproduzione romana fu talmente apprezzata da diventare essa stessa un modello, del quale si contano oltre cento riproduzioni in tutto il mondo

Quella che vedrai fu trovata vicino alla Basilica di San Vitale alla fine del Seicento e donata da Papa Benedetto XIV nel 1752 alle collezioni capitoline.

Da allora ricopre un ruolo fondamentale nel museo: è infatti ospitata in una graziosissima saletta ottagonale progettata a inizio Ottocento, con uno specchio sul lato opposto all’ingresso che permette di osservare – in tutta la sua completezza – la splendida Venere. 

Anche per lei esiste un’affascinante curiosità letteraria: Mark Twain, dopo averla ammirata durante una visita ai Musei Capitolini, la definì “l’opera d’arte più illustre che il mondo antico potesse vantare” e le dedicò una novella.

Amore e Psiche

Statua Amore e Psiche Musei Capitolini

Questa splendida scultura in marmo è una copia di un originale risalente al II secolo a.C. ed è conservata nella stessa stanza del Galata Morente, ovvero “La Sala del Gladiatore”. 

La vicenda di Amore e Psiche, narrata da Apuleio nelle sue “Metamorfosi”, ha per protagonisti il famoso dio armato di arco e frecce ed una mortale così bella da attirare su di sé le ire di Venere, la madre di Amore. 

Questa graziosa statua, alta poco più di un metro, è collocata proprio davanti alla finestra, e la luce accarezza i due teneri amanti intenti a darsi un bacio

La loro storia era molto sentita nella Roma antica, e divenne un simbolo del passaggio dell’anima dalla morte del corpo ad una vita immortale, dal momento che la giovane, sposando il dio per volere di Giove, perse la sua mortalità.

Colossale Testa di Costantino

Testa colossale Costantino Musei Capitolini

Siamo di fronte ad una delle statue più importanti del mondo tardo-antico

Un colosso imponente – di ben 12 metri – realizzato in marmo e bronzo dorato, di cui è stata ricostruita una copia ammirabile nei giardini di Villa Caffarelli. 

Potrai ammirare la testa e alcuni resti dell’originale, databili tra il 313 e il 324, nel cortile di Palazzo dei Conservatori, proprio all’inizio della tua visita. 

In origine, la mastodontica statua era collocata nella basilica di Massenzio, e si suppone che fosse composta da diversi materiali proprio perché se ne trovarono solo alcune parti.

Si pensi che la sola testa misura due metri e sessanta centimetri!

Due dipinti di Caravaggio

Dipinto Buona Ventura Caravaggio Musei Capitolini
Dipinto San Giovanni Battista Caravaggio Musei Capitolini

Sono ben due i meravigliosi quadri di Caravaggio ospitati all’interno dei Musei Capitolini, precisamente nella Pinacoteca Capitolina, situata al secondo piano del Palazzo dei Conservatori. 

La stanza in cui potrai ammirare questi capolavori è quella che ospita la grande pittura del Seicento a Roma e prende il nome da un’altra splendida opera qui ammirabile, la Sepoltura di Santa Petronilla di Guercino. 

Per quanto riguarda Michelangelo Merisi da Caravaggio, potrai osservare il Buona Ventura (1597) e il San Giovanni Battista (1602)

Il Buona Ventura rappresenta perfettamente le novità introdotte in pittura dall’artista e raffigura un episodio di vita quotidiana nella Roma del Cinquecento. 

I due soggetti rappresentano una zingara e un giovane cavaliere, vestiti con realistici abiti dell’epoca: la giovane, con fare seducente, prende la mano al cavaliere con lo scopo di leggergli il futuro, ma intanto gli sfila l’anello. 

Per quanto riguarda il San Giovanni Battista, invece, vediamo un giovane completamente nudo che abbraccia felicemente un ariete mentre guarda verso l’osservatore. 

Si può osservare il celebre gioco di luci del pittore, grazie al quale la figura sembra emergere d’improvviso dall’oscurità per materializzarsi in una realtà disarmante, tanto che il giovane sembra quasi in procinto di rompere la parete!

Sepoltura di Santa Petronilla di Guercino

Pala altare dipinta Sepoltura di Santa Petronilla di Guercino Musei Capitolini

Una splendida pala d’altare dipinta dal Guercino durante il pontificato di Gregorio XV Ludovisi (1621-23). 

Un’opera così maestosa che la sala in cui è ospitata, la stessa dei due quadri di Caravaggio, prende il nome da lei

In questa pala è raffigurata Petronilla, martire dei primi tempi del cristianesimo: la vediamo in basso mentre viene seppellita, mentre nella parte alta la si può osservare in abiti eleganti al cospetto di Gesù Cristo.

Questa magnifica opera d’arte fa parte di quelle che furono portate in Francia e riottenute solo successivamente alla caduta di Napoleone, grazie al lavoro di recupero di Antonio Canova.

Marforio

Statua Marforio Musei Capitolini

Una scultura marmorea enorme che raffigura forse il dio Nettuno. Fu rinvenuta nel Foro di Augusto presso il tempio di Marte Ultore da cui prende il nome. 

In seguito a vari spostamenti, raggiunge Palazzo Nuovo nel XVII secolo, luogo in cui è ammirabile tutt’ora. 

Una curiosità su questo gigante di marmo: il Marforio è una delle sei “statue parlanti” di Roma, così chiamate perché, fin dal XVI secolo, i cittadini romani vi affiggevano dei biglietti anonimi. 

L’oggetto di tali scritti erano per lo più critiche, in forma anonima, indirizzate ai governanti, e presero il nome di “pasquinate” poiché la statua più celebre sulla quale venivano posti era quella del Pasquino. 

Il fenomeno continua ancora oggi, sebbene il Marforio “non parli più”, non essendo più di libero accesso dal 2008, anno in cui è stato inserito all’interno dell’area museale dei Capitolini.

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Musei Capitolini Roma: consigli per la visita 

I Musei Capitolini sono davvero ben strutturati, così da offrire la migliore visita possibile ai suoi ospiti.

Il percorso comincia da Palazzo dei Conservatori, del quale cui si può immediatamente ammirare il cortile, dopo aver depositato borse e giacche nel guardaroba gratuito

I visitatori possono muoversi liberamente all’interno dei musei, ma consigliamo caldamente di seguire il percorso indicato: i pannelli – con i loro numeri crescenti – indicano la via da seguire.

Sugli stessi pannelli troverai anche brevi spiegazioni artistiche delle opere osservate, oltre ad altre importanti indicazioni, qualora tu abbia optato per l’affitto di una audioguida. 

Se procederai in modo ordinato, avrete la certezza di esplorare il museo in ogni sua parte, senza tralasciare nulla. 

Inoltre, all’incirca a metà del percorso, potrai optare per una piccola sosta ristoratrice sulla terrazza panoramica con bar annesso in Palazzo Caffarelli

Noi consigliamo di dedicare qualche minuto in più alle opere di cui vi stiamo parlando, artisticamente e storicamente molto rilevanti, in grado come poche altre di regalare emozioni uniche. 

Ovviamente, i Musei Capitolini sono ricchissimi di altre statue e dipinti, oltre ai pregevoli arazzi e manufatti, tutti meritevoli del giusti tempo per essere apprezzati!

Visitare i Musei Capitolini: domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per vedere i Musei Capitolini? 

La durata media per una visita è di circa due ore e mezza / tre ore, un tempo che vi permetterà di visitare ogni parte del museo e di dedicare la giusta attenzione alle varie opere esposte.

Cosa è esposto ai Musei Capitolini? 

All’interno dei Musei Capitolini troverete una collezione dal valore inestimabile di opere di tutti i tipi: statue, dipinti, manufatti, arazzi… 
Tra le opere più famose, si segnalano, a titolo di esempio: la Lupa Capitolina, la Statua di Marco Aurelio, lo Spinario, il Galata Morente, la Venere Capitolina, e ben due dipinti di Caravaggio: il Buona Ventura e il San Giovanni Battista.

Quanto costano i biglietti per i Musei Capitolini?

Il biglietto standard costa 20 euro, ma con una spesa leggermente superiore potrete assicurarvi molti vantaggi come l’accesso prioritario o l’ausilio di una guida esperta.

Come prenotare Musei Capitolini gratis? 

È possibile visitare i musei capitolini gratuitamente durante la prima domenica di ogni mese, giornata nella quale non è richiesta alcuna prenotazione. 
Alcune categorie specifiche hanno diritto a ingresso gratuiti tutto l’anno. I possessori di MIC card e le categorie che hanno diritto all’ingresso gratuito possono ottenere il biglietto direttamente in loco o contattando lo 060608.

Cosa vedere ai Musei Capitolini: conclusione 

Maschera in marmo Musei Capitolini

Bene, eccoci giunti alla conclusione di questo nostro articolo sulle dieci opere da non perdere durante la visita ai Musei Capitolini.

Abbiamo visto insieme le opere principali contenute all’interno del complesso museale, dalle sue meravigliose statue in bronzo a quelle marmoree, fino ai grandi quadri della Pinacoteca Capitolina

Ovviamente, quella che ti abbiamo fornito è una guida essenziale per la visita, con alcune curiosità sulle opere più importante ed apprezzate, ma durante la tua esperienza troverai molte altre meraviglie, come la sala dei Filosofi o il Sarcofago di Severo. 

Prima di concludere, ho risposto alle domande più frequenti relative ai Musei Capitolini e ai tesori che custodisce.

Ma se per caso avessi altre curiosità o domande sulle opere dei Musei Capitolini, lasciaci un commento e saremo felici di risponderti! 

E mi raccomando, non dimenticare di prenotare il tuo biglietto online per saltare la fila e vivere un’esperienza indimenticabile in un luogo in cui il mondo antico ci prende per mano, invitandoci a scoprire tutte le sue bellezze!

Statua Lupa Capitolina

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