Ti sei mai chiesto quali sono le origini dei Musei Capitolini e come si sono evoluti fino a oggi?
Hai idea di quando sono nati e cosa c’era in quell’area ai tempi degli antichi romani? Questo articolo fa al caso tuo!
I Musei Capitolini non sono solo una delle più importanti attrazioni di Roma, ma anche il primo museo pubblico della storia!
Un luogo dove l’arte è diventata accessibile a tutti, segnando un punto di svolta nella cultura occidentale. Se oggi esistono i musei per come li concepiamo, è grazie a questo luogo magico.
In questo articolo scoprirai quando e come sono nati i Musei Capitolini, quali trasformazioni hanno subito nel tempo e come oggi continuano a raccontare la storia millenaria di Roma.
Continua a leggere per immergerti in un fantastico viaggio tra passato e presente!
ALT! I Musei Capitolini custodiscono opere e reperti unici al mondo. Visitarli significa immergersi nella storia di Roma e respirare l’aria di epoche antiche! Ma attenzione: l’affluenza è sempre alta tutto l’anno e le code all’ingresso sono spesso lunghe. Evita le attese e prenota ora il tuo biglietto skip-the-line per vivere una visita senza stress! Acquista il tuo ingresso qui.

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Musei Capitolini: storia del primo museo pubblico al mondo
Indice dei contenuti
Le origini dei Musei Capitolini

Dettaglio della Statua Ercole in bronzo dorato
Nel 1471 Papa Sisto IV fece un gesto senza precedenti, un dono dal valore inestimabile al popolo romano.
Il Papa, infatti, regalò un gruppo di statue bronzee, segnando così l’inizio della collezione capitolina.
All’interno di questa donazione troviamo già alcune delle statue ancora oggi più apprezzate, come la Lupa Capitolina, lo Spinario e la Testa colossale di Costantino.
Per la prima volta, il popolo può ammirare le opere d’arte legate alla storia della propria città: una vera rivoluzione, poiché l’arte non è più esclusiva dei nobili e dei collezionisti privati.
Inizialmente le statue furono esposte sulla facciata esterna e nel cortile del Palazzo dei Conservatori, e via via la collezioni si arricchì.
Dal XVI secolo furono moltissimi i reperti importanti provenienti dagli scavi urbani e aggiunti alla collezione: ad esempio la statua di Ercole in bronzo dorato rinvenuta nel foro Boario, il Bruto Capitolino e tante iscrizioni davvero preziose come quelle dei Fasti Capitolini ritrovati nel Foro Romano.
Nel 1538, poi, vi fu l’importantissima acquisizione della Statua Equestre di Marco Aurelio.
L’età barocca e l’espansione delle collezioni

Statua Equestre di Marco Aurelio
Ma i Musei Capitolini continuano a crescere, fino al punto che il solo Palazzo dei Conservatori non è più sufficiente per ospitare l’intera collezione.
Ecco che entra in gioco Michelangelo Buonarroti, incaricato di erigere Palazzo Nuovo per ampliare lo spazio destinato alle opere.
È nel 1654 che Palazzo Nuovo inizia ad ospitare le opere d’arte, ed è grazie al genio dell’artista se oggi Piazza del Campidoglio ci appare così: fu sua l’idea di apporre la Statua Equestre di Marco Aurelio (sebbene ora se ne conservi una copia all’esterno e l’originale sia collocata all’interno dei musei), la progettazione della pavimentazione e la sistemazione dei palazzi.
Bisogna considerare che i vari papi che si sono susseguiti hanno intuito l’importanza di arricchire la collezione, così che i musei sono diventati un vero e proprio simbolo della città e un collegamento con la storia di Roma.
Si arriva così ad un anno fondamentale nella storia dei Musei Capitolini: il 1734. Papa Clemente XII acquistò la collezione del cardinale Albani e nello stesso anno aprì il museo al popolo: ed ecco che i cittadini possono visitare un museo per la prima volta nella storia!
Se Clemente XII arricchisce l’esposizione e mette in collegamento direttamente il museo con la sua cittadinanza, Papa Benedetto XIV inaugura la Pinacoteca Capitolina attraverso l’acquisizione di altre due importanti collezione: quella della famiglia Sacchetti e quella della famiglia Pio di Savoia, grazie alle quali porta nei musei le opere di Tiziano, Caravaggio e Rubens.
Il valore delle opere d’arte contenute all’interno dei musei è inestimabile, tanto che molte di esse furono prese da Napoleone durante l’occupazione francese, tra le quali le sculture più importanti come la Venere Capitolina, il Galata Morente e lo Spinario.
Solamente grazie all’intervento di Antonio Canova le opere vennero recuperate attraverso il Congresso di Vienna, sebbene alcune importanti opere rimasero al Louvre, come ad esempio il Sarcofago delle Muse, appartenuto alla collezione Albani.

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Musei del Campidoglio: dall’Ottocento a oggi

Il Palazzo Nuovo in Piazza del Campidoglio
Dopo l’Unità d’Italia, furono condotti importanti scavi durante i lavori di Roma capitale: la quantità di materiale e reperti emersi fu incredibile!
Molto di ciò che venne scoperto fu esposto per anni ai Musei Capitolini e, nel 1920, i musei si ampliarono grazie all’unione dell’attiguo Palazzo Campidoglio.
Successivamente, alla fine degli anni Trenta del Novecento, fu costruita la Galleria sotterranea che unisce Palazzo dei Conservatori con Palazzo Nuovo, poi diventata la Galleria lapidaria, che ospita gli epigrafi.
Ma la crescita dei Musei Capitolini non è ancora finita: nel 1997 apre la Centrale Montemartini nel quartiere Ostiense, con l’idea di creare una fusione tra archeologia industriale e classica.
Negli anni, la direzione dei Musei si è impegnata per continuare a far crescere questo punto di riferimento della città e non solo con i restauri, le innovazioni tecnologiche e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Si crea un piano per migliorare e ampliare i musei, dal nome “Grande Campidoglio”, ed in questo ambito che nel 2005 viene inaugurata la sala Esedra di Marco Aurelio, l’allestimento della Galleria lapidaria e viene anche sistemato in maniera più funzionale il primo piano di Palazzo Caffarelli.
Storia dei Musei Capitolini: domande frequenti
La nascita dei Musei Capitolini affonda le proprie radici nelle profondità della storia. Nascono infatti nel 1471 in seguito alla donazione alla cittadinanza da parte di papa Sisto IV del gruppo di sculture bronzee, molto importanti per la città.
L’area divenne effettivamente un museo come lo intendiamo oggi nel 1734, quando aprì le sue porte alla popolazione per volere di papa Clemente XII.
I Musei Capitolini sono il museo più antico del mondo. Aperto ufficialmente nel 1734 per volere di Papa Clemente XII, segnano un primato senza eguali: è infatti la prima volta che, in tutta la storia, il popolo può entrare e ammirare le favolose opere normalmente custodite nelle collezioni private dell’aristocrazia e della Chiesa.
I musei nascono in seguito a due importanti acquisizioni: la prima è la donazione di Papa Sisto IV, che dona un gruppo di sculture bronzee, per la prima volta ammirabili da parte della cittadinanza poiché esposte nel cortile del Palazzo dei Conservatori e sulla piazza del Campidoglio. La seconda importante donazione è quella di Papa Clemente XII che apre ufficialmente i musei, ai quali aggiunge la collezione acquistata dal cardinale Albinoni.
I Musei Capitolini contengono numerose opere d’arte di grande importanza e varia natura: dalle sculture bronzee a quelle di marmo, ma anche quadri, arazzi, ceramiche e tanto altro.
Tra le opere più importanti si evidenziano: la Statua Equestre di Marco Aurelio, lo Spinario, la Lupa Capitolina, la Venere Capitolina, il Galata Morente, Amore e Psiche e ben due dipinti di Caravaggio.
Conclusione

Parete e soffitto riccamente ornati nel Palazzo dei Conservatori
Bene, eccoci giunti alla fine di questo nostro approfondimento storico sulla nascita e la storia dei Musei Capitolini.
Abbiamo visto insieme le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita del primo museo pubblico del mondo, capace di cambiare per sempre la storia della cultura e della fruibilità dell’arte.
Ti ho raccontato di come tutto ebbe inizio nel XV secolo, grazie alla donazione di Papa Sisto IV di un gruppo di statue bronzee alla popolazione romana, e di come da qui in poi la collezione abbia continuato a crescere fino ai giorni d’oggi.
Hai potuto leggere che l’anno fondamentale per la nascita del museo è stato il 1734, quando Papa Clemente XII aprì ufficialmente alla popolazione le porte dei musei, scrivendo una pagina di storia per quanto concerne l’arte e la sua fruibilità.
Hai anche appreso che persino Napoleone fu esterrefatto dei capolavori capitolini, al punto che si appropriò di diverse opere d’arte, fino a quando, nel 1815, la Francia dovette restituirle in seguito al Congresso di Vienna e grazie all’impegno di Canova.
Per concludere ho risposto alle domande più frequenti legate alla storia del primo museo pubblico al mondo, ma qualora avessi altri dubbi non esitare a contattarci lasciando un commento qui sotto.
In breve, i Musei Capitolini rappresentano un viaggio straordinario nella storia di Roma, dalle origini fino ai giorni nostri. Con opere uniche, un patrimonio inestimabile e una storia che si intreccia con quella della città eterna, sono una tappa imperdibile per ogni visitatore.
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