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Pinacoteca Musei Capitolini: Dove si Trova, Descrizione, Opere

Hai mai sentito parlare della Pinacoteca dei Musei Capitolini? Si tratta di una delle più antiche raccolte pubbliche di dipinti al mondo, con opere straordinarie di artisti come Caravaggio, Tiziano, Rubens e Guido Reni

Un vero e proprio scrigno d’arte che racconta secoli di storia attraverso i suoi capolavori inestimabili. Ma dove si trova esattamente? Quali capolavori ospita? E come organizzare la visita?

In questo articolo, ti guideremo alla scoperta della Pinacoteca Capitolina, illustrandone la storia, le opere principali e tutti i consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita.Continua a leggere per scoprire tutto quello che devi sapere sulla Pinacoteca dei Musei Capitolini e come ammirare i suoi capolavori dal vivo.

ALT! Ricorda che i Musei Capitolini ospitano una delle collezioni pittoriche più importanti d’Italia. Ogni giorno centinaia, ma che dico, migliaia di visitatori si mettono in fila per ammirarla! E tu, non perdere tempo prezioso! Prenota ora il tuo biglietto skip-the-line e visita la Pinacoteca senza attese.

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Puoi annullare gratis fino al giorno precedente alla visita.

Storia della Pinacoteca Capitolina

La Pinacoteca Capitolina rappresenta la più antica collezione pubblica di dipinti al mondo.

Questa meravigliosa collezione è stata istituita tra il 1748 e il 1750 con l’acquisto di opere del Cinquecento e Seicento provenienti dalle prestigiose collezioni Sacchetti e Pio di Savoia

Il suo patrimonio si è poi arricchito nel tempo, includendo, tra gli altri, il lascito del conte Francesco Cini nel 1881, che donò una splendida raccolta di porcellane.

Nel corso dei secoli, la Pinacoteca ha assunto un ruolo centrale nella conservazione e nella promozione dell’arte italiana ed europea, un vero punto di riferimento per studiosi e appassionati da tutto il mondo. Sei curioso di vederla con i tuoi occhi? Prosegui nella lettura per scoprire dove si trova!

Dove si trova la Pinacoteca dei Musei Capitolini?

Scalinata palazzo dei conservatori Musei Capitolini

Scalinata di Palazzo dei Conservatori

La Pinacoteca Capitolina è situata al secondo piano di Palazzo dei Conservatori, uno degli edifici principali dei Musei Capitolini, affacciato sulla splendida Piazza del Campidoglio.

Per raggiungere la Pinacoteca, è consigliabile seguire il percorso suggerito dal museo, che permette di attraversare le principali sale espositive prima di giungere alla collezione pittorica

L’accesso è incluso nel biglietto dei Musei Capitolini, e il percorso espositivo è pensato per garantire un’esperienza immersiva tra scultura e pittura di epoche diverse.

Sei curioso di sapere che cosa potrai vedere quando visiterai la Pinacoteca? Continua a leggere per scoprire tutte le meraviglie della collezione, sala per sala!

La Pinacoteca Capitolina: visita completa

Sala I – L’Italia centrale dal Medioevo al Rinascimento

La Madonna con Bambino e Angeli di Giovanni Antonio Sogliani

La Madonna con Bambino e Angeli di Giovanni Antonio Sogliani

La Sala I accoglie una selezione di dipinti sacri realizzati tra la fine del Trecento e l’inizio del Cinquecento, tutti su supporto ligneo. 

Le opere esposte mostrano l’evoluzione stilistica dalla rigidità del tardo Medioevo alla maturità espressiva del Rinascimento

Tra le opere più rappresentative si trovano le mezze figure di san Bartolomeo e santa Maddalena di Bartolomeo Bulgarini (1350 ca.), caratterizzate da una forte iconicità devozionale. 

Il Maestro di Campli, attivo tra Abruzzo e Lazio, è presente con cinque pannelli raffiguranti episodi dell’Infanzia di Cristo (1378), esempio della diffusione dell’arte giottesca anche in centri minori.

Un’altra opera di rilievo è La Trinità di Niccolò di Pietro Gerini (1405-1410), commissionata dal mercante Francesco Datini, ritratto con la famiglia ai piedi della scena sacra. 

Il passaggio verso una sensibilità rinascimentale più matura si coglie nelle pale d’altare esposte, tra cui la Madonna con il Bambino in trono e santi di Agostino Marti (1513), espressione della scuola toscana, e la Madonna in trono con i santi Nicola di Bari e Martino di Tours di Macrino d’Alba (1495-96), che riflette influenze della pittura dell’Italia centrale.

Di grande impatto è La Morte e Assunzione della Vergine di Cola dell’Amatrice (1515-16), originaria del convento di San Domenico ad Ascoli Piceno e ispirata all’arte raffaellesca. La scena si divide in due registri: in basso, gli Apostoli piangono la Vergine defunta, mentre in alto la Madonna è sollevata in cielo dagli angeli. 

Infine, il tondo con la Madonna con il Bambino e angeli di Giovanni Antonio Sogliani testimonia la persistenza di uno stile quattrocentesco nella Toscana dell’epoca, mentre la Presentazione al tempio rivela una doppia paternità: iniziata da Francesco Francia nel 1514, fu completata da Bartolomeo Passerotti con alcune modifiche.

Sala II – Il Cinquecento a Ferrara

La Sacra Famiglia di Dosso Dossi

La Sacra Famiglia di Dosso Dossi

La Sala II è dedicata alla pittura ferrarese del Cinquecento, periodo in cui la città, governata dagli Este, si affermò come un raffinato centro culturale

Situata tra Venezia, Padova e Bologna, Ferrara assimilò influenze artistiche da queste città, sviluppando una scuola pittorica caratterizzata da eleganza formale e ricercatezza cromatica

Dopo l’annessione allo Stato della Chiesa nel 1598, molte opere vennero trasferite nelle collezioni romane.

Tra i capolavori esposti, l’Annunciazione di Benvenuto Tisi, detto Garofalo (1528), si distingue per il contrasto tra la posa umile della Vergine e la ricchezza dell’Arcangelo Gabriele, con dettagli domestici come il camino acceso e un gatto. Il mazzo di garofani al centro è un’allusione al soprannome dell’artista

Garofalo, molto stimato a Ferrara, si avvalse di numerosi collaboratori per realizzare le sue commissioni, prevalentemente di soggetto religioso. Del suo periodo giovanile è la Madonna con il Bambino (1512-13), che mostra l’influenza delle opere romane di Raffaello.

Un’altra opera centrale è la Sacra Famiglia di Dosso Dossi (1527-28), originariamente destinata all’altare di una chiesa. La Vergine, elegantemente vestita, interrompe la lettura di un codice miniato per rivolgersi a Gesù Bambino, sorretto da san Giuseppe. 

Dosso Dossi, il più eclettico pittore del Rinascimento ferrarese, si distinse per la capacità di spaziare dai temi religiosi a quelli mitologici con grande originalità.

A segnare la fase conclusiva della scuola ferrarese è la Fuga in Egitto di Scarsellino (1595 ca.), dove i colori risultano più attenuati rispetto alle opere precedenti. Pur mantenendo l’eleganza tipica della pittura ferrarese, la scena perde il fasto decorativo che aveva caratterizzato le opere del passato

Scarsellino è inoltre autore di due delicate versioni dell’Adorazione dei Magi, in cui la Sacra Famiglia è incastonata tra suggestive rovine monumentali.

Sala III – Venezia e il suo territorio: il Cinquecento

La Maddalena Penitente di Domenico Tintoretto

La Maddalena Penitente di Domenico Tintoretto

Questa sala ospita opere provenienti da Venezia, uno dei maggiori centri del Rinascimento italiano, patria di alcuni tra i più grandi artisti di ogni epoca

Capitale di una potente e prospera Repubblica, governata dai Dogi, Venezia sviluppò uno stile pittorico autonomo, alternativo a quello umbro-toscano che dominava la scena artistica italiana.

Per secoli la Serenissima Repubblica di Venezia si era mantenuta al di fuori delle vicende politiche e culturali della penisola, concentrando i propri interessi su rotte commerciali che si estendevano dall’Oriente fino alla Cina. 

Tuttavia, la caduta di Costantinopoli nel 1453 e l’avanzata ottomana spinsero la città a rivolgersi all’entroterra, estendendo il proprio dominio fino alla Lombardia e avvicinandosi alle tendenze artistiche dell’italia settentrionale

Già dalla seconda metà del Quattrocento, Venezia divenne uno dei principali centri del Rinascimento, sviluppando una pittura che privilegiava il colore e la luce rispetto ai rigidi schemi prospettici e disegnativi dell’Italia centrale.

Il primo grande interprete di questa innovazione fu Giovanni Bellini, la cui influenza fu determinante per le generazioni successive. Un suo Ritratto di giovane è conservato nella Galleria Cini

La sua lezione, unita all’opera di Giorgione – artista prematuramente scomparso nel 1510 – pose le basi per la straordinaria produzione pittorica di Tiziano

In questa sala si può ammirare una sua tavola giovanile, il Battesimo di Cristo, commissionato dal mercante spagnolo Giovanni Ram. La scena sacra è arricchita da un paesaggio delicato, mentre la disposizione cromatica focalizza l’attenzione sugli elementi centrali.

Coetaneo di Tiziano, Lorenzo Lotto fu un artista inquieto e geniale, attivo in diversi centri italiani e spesso incompreso dai suoi contemporanei

Il Ritratto di Balestriere, identificato con “Mastro Battista di Rocca Contrada” (oggi Arcevia), è un’opera della sua maturità, realizzata in un periodo di difficoltà economiche e morali. L’opera evidenzia il suo straordinario talento nel ritrarre con introspezione psicologica i suoi soggetti.

L’influenza di Lotto è percepibile anche nel Ritratto di donna di Giovanni Girolamo Savoldo, bresciano attivo a Venezia, il cui stile naturalistico avrebbe influenzato Caravaggio nei decenni successivi. 

Un’altra figura chiave della pittura veneta è Paolo Caliari, detto Veronese, che combinò una straordinaria eleganza formale con un uso innovativo del colore. 

La sua grande tela con il Ratto d’Europa, qui esposta, è una replica autografa di un’opera conservata nel Palazzo Ducale di Venezia. La composizione enfatizza la sensualità della figura di Europa, magnificamente vestita, mentre la scena mitologica è raccontata in ogni sua fase.

Infine, la sala presenta opere di Domenico Tintoretto, figlio di Jacopo, che impiegò anni a distaccarsi dallo stile paterno. 

Tra le sue opere esposte, tre grandi dipinti con episodi della vita di Cristo (Battesimo, Flagellazione, Coronazione di spine), oltre alla Maddalena penitente, in cui i simboli della devozione si fondono con la struggente bellezza della santa.

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Sala IV – Tendenze artistiche a Roma nel Seicento

La Santa Cecilia di Giovanni Francesco Romanelli

La Santa Cecilia di Giovanni Francesco Romanelli

Questa sala raccoglie opere di artisti provenienti da diverse aree geografiche, attivi a Roma nel corso del Seicento

La città, cuore della cristianità e centro culturale di primaria importanza, attirava infatti pittori da tutta Italia e dall’Europa, attratti dall’opportunità di ottenere commissioni prestigiose e di studiare le grandi testimonianze artistiche del passato.

Tra le opere più significative della sala si trovano:

  • Erminia tra i pastori (1633-1637) di Giovanni Lanfranco, pittore parmense noto per la sua capacità di combinare il dinamismo barocco con una straordinaria sensibilità cromatica.
  • Adorazione del vitello d’oro (1642) di François Perrier, artista francese che operò a Roma e contribuì alla diffusione dello stile barocco in Francia.
  • Paesaggio con greggi (1621-22) di Pietro Paolo Bonzi, pittore noto per i suoi paesaggi idilliaci e pastorali, influenzati dalla tradizione nordica.
  • Santa Cecilia (1640) di Giovanni Francesco Romanelli, viterbese formatosi nella cerchia di Pietro da Cortona, celebre per il suo stile raffinato e decorativo.

Sala V – Tra Cinquecento e Seicento: Emilia e Roma

La Diana Cacciatrice del Cavalier d'Arpino

La Diana Cacciatrice del Cavalier d’Arpino

Roma e Bologna erano le due città principali dello Stato della Chiesa. I loro rapporti culturali si svilupparono dall’inizio del Cinquecento, consolidandosi nel corso del tempo.

Gli artisti bolognesi mantenevano una costante attenzione per un’eleganza formale di tipo classico, mentre a Roma si cercava di uscire dai limiti del tardo Manierismo.

Tra i dipinti più apprezzati di questa sala:

  • Disputa di santa Caterina – Prospero Fontana (Bologna 1512 – 1597), 1551
  • Matrimonio mistico di santa Caterina – Pietro Faccini (Bologna 1575/76 – 1602), 1598-1599
  • Diana cacciatrice – Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari, Arpino 1568 – Roma 1640), 1602-1603

Sala VI – La pittura a Bologna dai Carracci a Guido Reni

Il San Sebastiano di Guido Reni

Dettaglio del San Sebastiano di Guido Reni

Annibale Carracci – insieme al cugino, Ludovico, e al fratello, Agostino – ha impresso una svolta fondamentale nella ricerca pittorica italiana ed europea, combinando gli elementi formali del classicismo con una raffinata poesia pittorica, capace di raccontare e di muovere gli animi. 

Con lui nasce la grande scuola bolognese, di cui Guido Reni sarà l’assoluto protagonista nella prima metà del Seicento.

Tra i dipinti più apprezzati di questa sala:

  • San Francesco penitente – Annibale Carracci (Bologna 1560 – Roma 1609), 1585
  • Allegoria della Provvidenza – Ludovico Carracci (Bologna 1555 – Bologna 1619), 1604-1605
  • San Sebastiano – Guido Reni (Bologna 1575 – 1642), 1615-1616
  • Anima beata – Guido Reni (Bologna 1575 – 1642), 1640-1642

Sala di Santa Petronilla – La grande pittura del Seicento a Roma

La Buona Ventura di Caravaggio nei Musei Capitolini

La Buona Ventura di Caravaggio

Dagli ultimi anni del Cinquecento, Roma torna ad essere la capitale europea della pittura, il luogo principale della ricerca artistica. 

Tutti i più grandi artisti del momento si fermano a Roma per apprendere, operare, cercare committenti. 

Il lungo soggiorno di Caravaggio, dalla metà degli anni novanta del Cinquecento fino al 1606, segnò una profonda rivoluzione nella storia della pittura.

Tra i dipinti più apprezzati della sala:

  • La Buona Ventura – Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano 1571 – Porto Ercole 1610), 1596-1597
  • San Giovanni Battista – Caravaggio (Michelangelo Merisi, Milano 1571 – Porto Ercole 1610), 1602
  • Seppellimento di Santa Petronilla – Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, Cento 1591 – Bologna 1666), 1621-1623
  • Romolo e Remo – Peter Paul Rubens (Siegen, Westfalia 1577 – Anversa 1640), 1612
  • Sibilla Cumana – Domenichino (Domenico Zampieri, Bologna 1581 – Napoli 1641), 1622

Sala Pietro da Cortona – La pittura barocca: Pietro da Cortona e i cortoneschi

Dettaglio del Ritratto di Urbano VIII di Pietro da Cortona

Dettaglio del Ritratto di Urbano VIII di Pietro da Cortona

La grande stagione dell’arte barocca inizia negli anni venti del Seicento, in coincidenza con i primi tempi del pontificato di papa Urbano VIII Barberini

Pietro da Cortona diventò il primo grande protagonista della pittura di questa nuova epoca, per la sua capacità di elaborare grandiose scenografie. 

L’artista fu anche il punto di riferimento di un’intera generazione di pittori.

Tra i dipinti più apprezzati della sala:

  • Ritratto di Urbano VIII – Pietro da Cortona (Pietro Berrettini, Cortona 1597 – Roma 1669), 1627
  • Ratto delle Sabine – Pietro da Cortona (Pietro Berrettini, Cortona 1597 – Roma 1669), 1630
  • David – Giovanni Francesco Romanelli (Viterbo 1610 – 1662), 1638
  • Le Allumiere di Tolfa – Pietro da Cortona (Pietro Berrettini, Cortona 1597 – Roma 1669), 1630

Galleria Cini – Porcellane europee e orientali

Dettaglio de I pittori Lucas e Cornelis de Wael di Anton Van Dyck

Dettaglio de I pittori Lucas e Cornelis de Wael di Anton Van Dyck

Nella Galleria Cini è conservata la preziosa collezione di porcellane donata ai Musei Capitolini dal conte Francesco Cini nel 1881, aumentata nel corso del tempo da altre donazioni di porcellane europee e orientali

Alle pareti si trovano dipinti europei dei secoli XVI-XVIII e la serie degli arazzi di Anversa con le Storie di Semiramide.

Tra le opere più apprezzate della sala:

Il Concerto – Scultura, Manifattura di Meissen, 1737-1740 circa su modello di Johann Joachim Kändler e di Johann Gottlieb Ehder, 1737-1740

I pittori Lucas e Cornelis de Wael – Anton Van Dyck (Anversa 1599 – Londra 1641), 1627

Veduta di Montecavallo – Acquerello, Gaspar Van Wittel (Amersfoort 1653 – Roma 1736), 1682

Vaso con coperchio della famiglia rosa – Vasellame, Cina, Manifattura di Jingdezhen, Jiangxi, ultimo quarto del XVIII secolo

Come visitare la Pinacoteca Capitolina

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La Lupa Capitolina dei Musei Capitolini

Orari di apertura

La Pinacoteca Capitolina è parte integrante dei Musei Capitolini e, pertanto, segue gli orari generali del complesso museale

È quindi aperta tutti i giorni, generalmente dalle 9:30 alle 19:30, con la biglietteria che chiude un’ora prima

Gli orari possono variare durante le festività, quindi è sempre consigliabile verificare sul nostro sito prima della visita.

Biglietti e modalità di accesso

L’accesso alla Pinacoteca Capitolina è sempre incluso nel biglietto dei Musei Capitolini. Esistono diverse opzioni di biglietto:

  • Biglietto singolo: consente l’accesso a tutto il complesso museale, inclusa la Pinacoteca.
  • Biglietto combinato: permette di visitare i Musei Capitolini e altri musei civici di Roma con un unico acquisto.
  • Visite guidate: disponibili su prenotazione, offrono approfondimenti sulle opere esposte con l’accompagnamento di esperti d’arte.

Per approfondire le opzioni disponibili per l’acquisto online, ti consiglio di consultare questo nostro articolo dedicato

E se sei interessato agli ingressi gratuiti, trovi tutte le opzioni in quest’altro articolo pensato apposta per te.

Consigli pratici per la visita

Servizi disponibili: il museo dispone di guardaroba gratuito, bookshop e caffetteria per una pausa durante la visita.

Evita la folla: i momenti di maggiore affluenza sono nel weekend e nei giorni festivi. Per un’esperienza più tranquilla, visita il museo nei giorni feriali, preferibilmente al mattino.

Durata della visita: per godersi la Pinacoteca senza fretta, considera almeno un paio d’ore, specialmente se vuoi approfondire le opere più importanti.

Biglietti online: acquistare il biglietto in anticipo sul nostro sito consente di risparmiare tantissimo tempo evitando le code.

Pinacoteca Capitolina: domande frequenti

Chi ha fondato i Musei Capitolini?

I Musei Capitolini furono istituiti nel 1471 da papa Sisto IV, che donò al popolo romano una collezione di bronzi antichi, segnando così la nascita del primo museo pubblico della storia.

Cosa c’è da vedere ai Musei Capitolini?

Il museo ospita una delle più grandi collezioni d’arte e archeologia di Roma, con capolavori celebri come:
La Lupa Capitolina, simbolo di Roma.
Il Galata Morente, una delle più toccanti sculture dell’antichità.
Il San Giovanni Battista di Caravaggio e altri capolavori della Pinacoteca Capitolina.
Il Colosso di Costantino, imponenti frammenti della statua dell’imperatore.
Gli affreschi della Sala di Santa Petronilla e la ricca collezione di porcellane della Galleria Cini.

Qual è il museo più antico del mondo?

I Musei Capitolini sono considerati il primo museo pubblico del mondo, poiché furono i primi ad essere aperti liberamente ai cittadini per la fruizione dell’arte e della cultura.

Quanto costa l’ingresso ai Musei Capitolini?

Il prezzo del biglietto varia in base alle opzioni di visita. Puoi approfondire tutte le opzioni in questo nostro articolo dedicato.

La Pinacoteca Capitolina: conclusione

Dettaglio della gitana nella Buona Ventura di Caravaggio ai Musei Capitolini

Dettaglio della gitana nella Buona Ventura di Caravaggio

Eccoci infine al termine di questo ricco approfondimento sulle meraviglie della Pinacoteca Capitolina

Come abbiamo visto insieme, la Pinacoteca dei Musei Capitolini è una tappa imperdibile per chi ama la grande pittura italiana ed europea.

In questo articolo abbiamo esplorato la storia della sua collezione, con informazioni utili su dove poterla ammirare.

Abbiamo esplorato insieme la ricchissima collezione dei Musei Capitolini, sala per sala, soffermandoci sulle sue opere più importanti.

Ti ho poi dato tutte le informazioni di cui hai bisogno per organizzare al meglio la tua visita alla Pinacoteca, e ho concluso rispondendo alle domande più frequenti su questa incredibile attrazione turistica.

Hai qualche domanda? Non esitare a lasciare un commento qui sotto: sarà nostra premura risponderti nel più breve tempo possibile.

Hai già visitato la Pinacoteca Capitolina? Quale opera ti ha colpito di più? Lascia un commento per raccontarci la tua esperienza!

Ma se non hai ancora visto con i tuoi occhi gli splendori della collezione Capitolina, non perdere l’occasione di ammirare i capolavori di Caravaggio, Tiziano e Rubens! Prenota ora il tuo biglietto per i Musei Capitolini e visita la Pinacoteca senza attese.

Statua Lupa Capitolina

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